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Non è un cappello, ma un elefante

Non è un cappello, ma un elefante

Spettacolo di canzoni, immagini e parole ispirato a Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry

26 novembre 2023
Piazza Roma, Fara Gera d’Adda, Bergamo.

Dieci canzoni ispirate a Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery

  1. Chi dice (e non sa guardare)
  2. Il geografo (il medico e lo psicologo)
  3. Il lampionaio (una stella in più)
  4. Il re (e un sacco di altra gente)
  5. Il vanitoso (e il suo cappello)
  6. L’oro dei tuoi capelli
  7. L’uomo d’affari (un uomo serio)
  8. La rosa Le rose
  9. Quello che ho imparato
  10. Quando le stelle ridono

I testi e le musiche sono di Roberto Guarneri.
Le letture da Il piccolo Principe di Valeria Lotta.

Roberto Guarneri – voce, chitarra 
Edmondo Savio – pianoforte e tastiere 
Enrico Mantovani – chitarra 
Maria Alberti – voce
Katia Toselli – violino

Ci sono libri che attraversano il tempo, attraversano le generazioni. A volte parlano contemporaneamente ai figli e ai padri. Sono libri che avvicinano al mistero.
Il primo a esserne stupito, probabilmente, è il loro stesso autore. Abbiamo sempre pensato questo de Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. L’abbiamo letto non so quante volte, ci abbiamo lavorato, a scuola, a teatro. Però ci siamo sempre accostati a quelle pagine con un certo timore, con discrezione, col rispetto dovuto a parole che consideravamo intoccabili, immodificabili. Abbiamo visto diverse rappresentazioni di quel testo, ma poche ci hanno comunicato la stessa magia e la stessa verità. Non volevamo correre quel rischio. Per questo, nonostante le mille idee che frullavano in testa, abbiamo sempre scacciato il proposito di ricavarne delle canzoni.
Poi un giorno, guardando fuori dalla finestra, a uno di noi è capitato di osservare le foglie degli alberi del giardino, che la primavera stava facendo germogliare. Avevano forme e colori diversi. Quello ha buttato lì: “Solo uno stupido può pensare che le foglie siano tutte uguali. Perché uno stupido non sa guardare!”
Il pensiero di tutti (può essere questa l’ispirazione?) è andato immediatamente a quel disegno, ma sì, dai…, quello del boa che ingoia un elefante. Quello che molti (che non sanno guardare) prendevano per un cappello.
Così ha preso forma il testo di una canzone. E poi di un’altra… e un’altra… senza più quel timore e quel rispetto. O, meglio, con la confidenza che tanti anni di conoscenza avevano fatto crescere tra noi e quella piccola persona così speciale.
Questo album, con i suoi dieci pezzi, non mette in musica il testo di Saint-Exupéry (quello, la musica, ce l’ha già dentro); piuttosto racconta quello che io abbiamo imparato. Vogliamo pensare che, ascoltandole e cantandole, anche qualcun altro possa imparare qualcosa. A guardare le foglie, per esempio.


Valeria Lotta